La vegetazione
presenta una fisionomia determinata in parte dall'evoluzione naturale, in
parte dall’intervento umano, infatti, accanto ad aspetti tipici della
vegetazione spontanea, rappresentati per lo più dal saliceto, si riscontrano
aree in cui sono state impiantate essenze coltivate, oltre a zone sottoposte
a rimboschimento.
E' in atto un processo di naturalizzazione che a volte interessa anche lembi
di alveo con recente deposito di materiale alluvionale, resisi disponibili
per la variazione del letto fluviale. In questi settori, la
funzione pioniera della vegetazione è svolta dalle diverse specie di salici
con una notevole capacita di rinnovamento della originaria vegetazione
ripariale. Tra le specie di salici in rappresentate troviamo il Salice
bianco (Salix alba), il Salice fragile (Salix fragilis). Il
saliceto è di gran lunga predominante lungo i corsi d'acqua (sinistra
orografica del Lavino, fosso Raganelli e area delle risorgive sulfuree). Qui
a volte il popolamento assume un carattere misto e, pur prevalendo le
diverse specie di salici, si riscontra anche il Pioppo nero (Populus nigra),
la Robinia (Robinia pseudoacacia) e, più di rado, il Pioppo bianco (Populus
alba). Questi settori presentano buone possibilità ricettive
per piccoli uccelli; sono state rilevate le nidificazioni dell'usignolo di
fiume (Cettia cettii); del Fringuello (Fringilla coelebs), del Verzellino (Serinus
serinus), della Cinciallegra (Parus major) e tanti altri. Lungo
i numerosi rivoli che si disperdono dal canale principale per confluire nel
Lavino si può assistere ad una fioritura multicolore, in cui il giallo del
Ranuncolo strisciante (Ranunculus repens) costituisce il colore dominante.
In questi ruscelletti, come nei vari tratti del canale principale, vivono la
Ballerina gialla (Motacilla cinerea), la Ballerina bianca (Motacilla alba),
la libellula (Calopterix virgo) con il mantello azzurro metallico del
maschio.
In ampi settori come quello tra il Mulino ed il fosso Raganelli, tra la
pista da ballo e le prime briglie di difesa e sulla scarpata nella parte più
sud-orientale del parco, la spontaneizzazione della Robinia si rivela con
popolamenti cospicui; nel resto del Parco la sua presenza e rilevabile in
raggruppamenti comunque più sporadici.
Ampie superfici, quali la
scarpata della vecchia ferrovia, le zone circostanti il Mulino e la
centralina, quella davanti alla vecchia opera di presa nonché in prossimità
dei laghetti di acqua sulfurea, sono coperti da un fitto roveto a cui fanno
corona zone con specie ruderali in cui predominano l'ortica (Urtica
dioica), la Parietaria (Parietaria officialis), la Borragine (Borago
officinalis), il Vilucchio (Convolvolus arvensis), la Pervinca minore
(Vinca minor).